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Sul piano regolatore di Trieste
dal Konrad n. 150 - Ottobre 2010 - pag. 7
di Alessandro Giadrossi 12.10.2009

 

il WWf spiega ai soci come presentare le osservazioni

“Tempi civili sono quelli di circolazione di idee e di espansione del discorso umano: nel confronto i veri valori si aff ermano e i non valori decadono. Là dove la maglia delle discriminazioni politiche, degli interessi costituiti, della presunzione tecnica si stringe si ha l’asfi ssia delle iniziative economiche quanto di quelle culturali e l’urbanistica, inevitabilmente, ne rispecchia fedele il miserevole quadro”. Così scrisse Aurelia Gruber Benco, esat- tamente cinquant’anni fa, nell’agosto del 1959, mentre si stava progettando il nuovo piano regolatore di Trieste. Quella frase sintetizza in modo perfetto anche gli elementi più negativi del nuovo piano, adottato ad agosto di quest’anno dal Consiglio comunale e che a metà ottobre sarà reso pubblico per essere sottoposto alle osservazioni dei cittadini. Il piano regolatore che il sindaco Dipiazza ha portato in Consiglio comunale è uno strumento urbanistico in controtendenza rispetto al passato ed in particolare ri- spetto al piano di espansione edilizia che la Giunta Illy aveva fatto approvare nel 1997. Le associazioni ambientaliste hanno dato il giusto merito a Dipiazza di questa positiva scelta, fortemente contrastata anche all’interno della sua maggioranza. Questo strumento di regolazione del territorio ha, tuttavia, soff erto la carenza di un dibattito, nel corso della sua reda- zione, sulle scelte da operare per la città. Nessun confronto e coinvolgimento dei cittadini vi è stato, in netto contrasto con i principi amministrativi che impongono la massima partecipazione nell’adozione delle scelte urbanistiche. L’incomprensi- bile secretazione del piano (più formale che sostanziale), che si è intesa imporre persino in sede di discussione consiliare, si è risolta in mera discriminazione politi- ca rispetto a qualsiasi ipotesi di modifi ca proposta dagli esponenti estranei alla maggioranza. Ciò non ha impedito che ai gruppi di po- tere legati al settore delle costruzioni, alle singole imprese e agli ordini professionali (in difesa dell’equiparazione: massimo indice di fabbricabilità eguale maggiore profi tto), di cercare fi no all’ultimo di condizionare la scelta del primo cittadino. Eppure Ernesto Nathan Rogers avvertì – parlando proprio della futura pianifi ca- zione triestina – che “le case sono in ultima analisi prodotti di consumo. Fare case, se rende la vita più agevole, o dispone i cittadi- ni ad aff rontare più serenamente il lavoro (giova ricordare come i problemi del traffi co urbano all’inizio nel 1962, quando quell’intervento fu scritto, non fossero quelli di oggi - NdR) non produce per sé stesso nessun vantaggio economico. Il valo- re di una città non è dato dalla megaloma- nia; è dato dal suo peso specifi co, rapporto tra la consistenza economico-sociale e la misura della sua forma”. Ora spetterà ai cittadini esprimersi. La partecipazione alle scelte urbanistiche è infatti un diritto per ogni cittadino. La presentazione delle osservazioni sul piano regolatore costituisce quindi il momento fondamentale, nel quale manifestare il proprio dissenso rispetto alle scelte operate dalla rappresentanza politica. Trascorsi i trenta giorni a disposizione per presentare le osservazioni, diverrà molto diffi cile contestare la destinazione urbani- stica prevista dal piano regolatore. Un esempio molto semplice. Se un terre- no prossimo alla vostra abitazione, che da tempo immemorabile è stato coltivato e con il nuovo piano è stato reso edifi ca- bile, quasi certamente a breve ospiterà un’altra casa e molto più probabilmente un fabbricato di più piani oppure anche un grande complesso commerciale o industriale. L’impatto che ne conseguirà, in termini di vivibilità dell’ambiente nel quale andrà ad inserirsi, sarà evidente, con l’eff etto di una diff usa perdita di valo- re immobiliare dell’attuale edifi cato. Il valore di quel terreno, invece, salirà alle stelle (oltre dieci o venti volte) e il suo proprietario ben volentieri coglierà l’occasione, sacrifi candone l’attuale desti- nazione o vendendolo per ricavarne un insperato guadagno. Attraverso la lettura del piano è, quindi, per chiunque possibile prevedere le futu- re trasformazioni e, attraverso le osserva- zioni, contrastare le scelte che urtano con la vocazione ambientale, paesaggistica e idrogeologica del territorio. Una volta approvato il piano regolatore quelle trasformazioni non potranno più essere validamente contrastate, quanto meno sino all’adozione di una futura variante. Per aiutare i cittadini alla comprensione, non sempre agevole, del piano regolatore che è stato adottato, il WWF di Trieste – grazie alla collaborazione di alcuni professionisti - aiuterà gratuitamente i propri soci dando loro tutte le indicazio- ni necessarie per la formulazione delle osservazioni. E’ suffi ciente prenotare un appuntamento con una mail inviata all’in- dirizzo di posta elettronica dell’Associa- zione wwfts@libero.it o scrivere a: WWF Trieste, via Rittmeyer 6, 34132 Trieste, indicando il proprio recapito.

Alessandro Giadrossi 

 




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