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Non possiamo affrontare, a mio avviso, il tema degli ecovillaggi senza tener presente alcuni dati storici fondamentali.
Il termine “ecovillaggio” fu definito per la prima volta dall’astrofisico Robert Gilman nel suo testo “Ecovillaggi e Comunità sostenibili”. E’ straordinario il passaggio che Gilman fece da una prima fase di ricerche astrofisiche, compresa l’osservazione del Pianeta nei suoi delicati equilibri proprio presso l’Istituto di Studi Spaziali della NASA, all’approdo finale di una coscienza ambientalista ed ecologica che lo fece esclamare “le stelle possono attendere, il Pianeta Terra no.”
Sicuramente fu aiutato dai movimenti ambientalisti e dal clima culturale che si respirava negli anni ’60 e ’70, i quali diedero vita al Club di Roma, al Rapporto Brundtland, al pensiero dell’economista e scrittore Lester Brown fondatore del WorldWatch Institute, alle ricerche del fisico e scrittore Fritjof Capra e così via, tutti concordi nel sostenere che l’umanità sta vivendo in una maniera non sostenibile. Il che significa che stiamo consumando le limitate risorse naturali del Pianeta più rapidamente di quanto esso è in grado di rigenerarle. Estendendo il concetto di sostenibilità all’ambiente, ci si rende conto che la sopravvivenza dell’essere umano dipende dalla longevità ed equilibrio dei vari sistemi: dal sistema climatico, a quello agricolo, forestale, industriale, ecc. e per non creare futuri sconvolgimenti la nostra società dovrebbe saper mantenere un equilibrio tra il soddisfacimento attuale delle esigenze senza compromettere la stessa possibilità delle future generazioni.
La scienza e le tecnologie non bastano. Siamo arrivati ad punto di svolta tale, per cui è inevitabilmente necessario un radicale cambiamento culturale e di pensiero ed un conseguente sforzo sociale collettivo di trasformazione di stili di vita.
Queste sono alcune premesse su cui si basa il movimento italiano R.I.V.E. (Rete Italiana Villaggi Ecologici – www.ecovillaggi.it), europeo (gen-europe.org) e mondiale degli Ecovillaggi, il Gen (global ecovillage network).
Sia negli obiettivi della RIVE che del Gen, vedi sito gen.ecovillage.org, c’è un’ enorme energia di volontà di cambiamento di paradigmi e di idee innovative proposte “da giovani di mente di tutte le età”, vedi anche nextgen.ecovillage.org. “Non si può cambiare lo stato delle cose mantenendo la stessa mentalità che le ha create”, diceva già Einstein. Quindi, “sii tu il cambiamento che vuoi vedere attorno a te!” (Ghandi). Per questo non ci sono restrizioni di età: l’unica qualifica è l’apertura mentale.
Ma vediamo più da vicino alcuni dei risvolti principali che sottendono al progetto di un ecovillaggio.
Anzitutto esso è una comunità di persone, amici, conoscenti o sconosciuti che hanno affinità elettive riguardante il progetto che costruiscono insieme mirando ad integrare un ambiente sociale sostenente con una modalità di vita a basso impatto ambientale. Infatti, tutto ciò che si propone nell’ecovillaggio è una risposta rigenerativa allo stato attuale del Pianeta e dell’essere umano che l’ha degradato su tutti i piani. Qualsiasi prodotto dell’uomo non rispecchia forse l’interezza del suo essere sul piano fisico-mentale-emozionale-spirituale?
Ebbene, vediamo da vicino le componenti predominanti di questo progetto comune di “umanizzazione” di un pianeta sempre più privo di umanità. Tre sono principalmente gli aspetti che s’intrecciano e si integrano tra loro e all’interno della vita dell’ecovillaggio:
quello sociale, quello ecologico e quello culturale.
Anzitutto, si riprende il valore della socialità in una società profondamente individualistica e disgregante come quella attuale. Si condividono professionalità, talenti (spesso scoperti proprio in questi contesti), esperienze, il calore umano, la partecipazione, l’etica, la solidarietà, le capacità intellettuali, l’amicizia, le risorse economiche. Si vive nel proprio spazio fisico e si condividono alcuni spazi in comune come la cucina, il soggiorno, la lavanderia, la biblioteca, lo spazio giochi dei bambini, gli orti o i campi e così via. Si riconquistano la responsabilità verso se stessi e verso l’altro ed il senso di appartenenza. Sembra incredibile, ma è vero. Dalle mie personali esperienze presso alcune comunità ho potuto constatare come i nostri sogni possano avverarsi. Ho rivisto finalmente persone i cui occhi brillavano e il sorriso sul loro volto.
Ho letto il decimo Statuto di una ben nota trentennale Comunità italiana che l’ha modificato per aggiungervi, in un articolo riguardante le norme di vita: la gentilezza! Sono conquiste per cui è necessario, secondo me, praticare tanta buona volontà, intelligenza, pazienza e apertura di cuore. Ciò è anche supportato dal Metodo del consenso funzionante in tutte le comunità: nella fase decisionale non si ricorre ai voti ma alla discussione aperta, flessibile e onesta dove il proprio ego è ridimensionato. Solitamente in questa fase delicata si è aiutati da un facilitatore.
- Quanto all’aspetto ecologico si vive nel contatto stretto con il Pianeta Terra e le sue esigenze, per cui qualsiasi proposta di edificazione o ristrutturazione e dei servizi rispetta le leggi e i cicli naturali. Ciò comprende i materiali edilizi e le energie rinnovabili (casa biologica) ed altre soluzioni eco-compatibili che alla fine abbattono notevolmente i costi. E’ introdotta la permacultura, una visione d’insieme di pratica integrata di terra/persone/risorse per cui si protegge la biodiversità, si pratica l’agricoltura biologica-biodinamica, si rispettano i principi ecologici commerciali e così via. Molto spesso gli ecovillaggi non rimangono delle isole dorate, ma si estendono nel territorio circostante, influenzandolo e iniziando in tal modo un primo accenno di bioregionalismo.
- Dal punto di vista culturale ogni comunità definisce le attività sia per i bimbi, sia per gli adulti, nella prospettiva di un’educazione permanente che può accentuare o meno il risvolto spirituale.
Come si desume dall’esposizione stringata, il mondo degli ecovillaggi è molto variegato poiché l’originalità di ognuno di essi dipende dalla tipologia delle persone che lo compongono. Può variare nella predilezione degli obiettivi, p.es.: la ricerca sul teatro, l’aggregazione per professioni, la produzione di agricoltura biologica oppure una marcata ricerca spirituale.
Ma ciò che ci rincuora è la continua crescita del numero delle persone che fanno questa scelta di vita.
Liliana Ghersina
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