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IL PAESAGGIO
dal Konrad n. 154 - Marzo 2010 - pag. 10
di Roberto Barocchi 04.03.2010

Come tutelare il paesaggio

Esistono 3 modi per tutelare il paesaggio, così come gli altri aspetti dell’ambiente: con gli strumenti di tutela passiva si pongono dei vincoli per evitare o limitare forme di degrado: è tale il vincolo paesaggistico ora normato dal Codice dei beni culturali e del paesaggio; con la tutela attiva, il ben fare, si opera in modo da mantenere il valore del nostro ambiente e, nella fattispecie, del paesaggio; sono forme di tutela attiva la divulgazione, l’attività ambientalista, il progettare e realizzare opere rispettose dell’ambiente. Esiste poi una forma di tutela poco conosciuta, ma molto potente se ben applicata: la tutela mediata che opera attraverso gli strumenti urbanistici, con i quali si vieta di collocare certe attività e trasformazioni impattanti nelle aree che vanno preservate e si indica di collocarle dove l’impatto è minore, prescrivendo anche dei limiti di cubatura, altezza, distanza. Ad esempio i piani regolatori non dovrebbero prevedere zone artigianali – industriali nel nostro Carso, ma purtroppo qualcuna di queste zone c’è.

Ma come operare in modo rispettoso del paesaggio?

Quando si devono produrre trasformazioni del territorio, come un edificio o una strada, un elettrodotto, un impianto sciistico o un riordino fondiario, occorre fare 3 cose:

  • localizzare, cioè scegliere dove collocare l’opera in modo da non coinvolgere aree di alto valore paesaggistico;

  • considerare il contesto, ovverosia progettare l’opera in funzione delle caratteristiche del luogo in cui sarà collocata;

  • seguire alcune buone regole affinché l’opera si inserisca correttamente nel paesaggio.

Ma per fare questa cose bisogna prima di tutto conoscere il valore del paesaggio nelle varie parti di un territorio, e ciò si può fare mediante una classificazione.

Vedremo la prossima volta come si può classificare il valore del paesaggio.

 

 

Roberto Barocchi

www.ilpaesaggio.eu

 

Foto: viadotto valle Ospo, didascalia: Il viadotto dell’autostrada per Capodistria che ha prodotto un dannoso impatto visivo sulla valle dell’Ospo, perché è stato male localizzato (si sarebbe forse potuto spostare la strada fuori della valle). Se fosse stato proprio necessario far passare l’autostrada di lì si sarebbe potuto meglio considerare il suo rapporto con il paesaggio e seguire delle buone regole, cercando di abbassare la quota della strada e di sostituire il viadotto con un rilevato, ovviamente meno alto, potendo così rimodellare il paesaggio vallivo dando all’opera un aspetto più naturale.

L’ambiente si può definire come tutto ciò con cui direttamente o indirettamente ognuno di noi è in relazione e a mio parere si può suddividere nei seguenti settori: ambiente fisico comprendente il clima e l’assetto idrogeologico; ambiente naturale comprendente quegli aspetti dei regni animale, vegetale e minerale (comprese le grotte e le altre particolarità geomorfologiche) che presenta elevati caratteri di naturalezza; ambiente biologico comprendente la qualità di acqua, aria, suolo, pressione sonoro, quantità di radiazioni elettromagnetiche che se alterato produce danni agli esseri viventi; ambiente storico o della memoria comprendente tutti i beni mobili (oggetti, testi, musiche, opere d’arte) e immobili (centri storici, edifici storici e artistici, reperti archeologici, compresi i resti delle grandi guerre) che costituiscono il nostro bagaglio culturale; ambiente sociale (familiare, di lavoro, delle amicizie, della sua città) costituito dalle relazioni che ognuno di noi ha con il suo prossimo e infine il paesaggio.

 




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