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In Bicicletta
dal Konrad n. 154 - Marzo 2010 - pag. 9
di Massimo Amodeo 04.03.2010

Quello che accelera...

… prima o poi deve venir fermato. Sembra strano per un mezzo che richiede fatica per essere messo in moto, ma pochi altri veicoli possono avere un così disperato bisogno di freni come la bicicletta. Prima di tutto perché perdere il controllo di veicoli più grossi ha conseguenze più limitate (ci sono marce e doppi impianti frenanti), sia perché il ciclista è esposto direttamente all'ambiente. Tra l'invenzione della draisina (fine '700), e la messa sul mercato della prima bicicletta di sicurezza dotata di freni e di fatto le prima bicicletta moderna (fine '800) è passato un bel po'; il che ci lascia a speculare sulla proporzione delle tragedie umane avvenute nel frattempo. Siamo chiari, il freno è una cosa semplice e primitiva: una cosa sfrega su un'altra, dal legno sulla ruota dei carri ai freni aerodinamici degli aeroplani. E un componente immancabile è l'uomo a bordo che segue il processo con una certa apprensione.

La bicicletta in qualche modo va fermata, nonostante ci siano alcune nicchie (i fattorini di New York e i biemmeisti più spinti) che sostengono la loro inutilità, ma può trattarsi di quel che un amico chiama l'”estetica del disagio”. Dagli albori, si è sempre trattato di un pattino su un cerchio (direttamente sulla gomma piena, in alcuni casi), ma ci sono alcune interessanti variazioni sul tema:

Freni a pattino: buona parte delle bici li utilizzano per la ragionevole potenza (variabile, e molto, a seconda delle leve e dei sistemi), sono economici, leggeri e di facile manutenzione. Tutti sono felici, fino a quando pioggia, neve o fango imbrattano la pista frenante. Da lì in poi, l'abilità e il coraggio sono tutto. Va anche detto che tra i freni più economici, in alcuni casi senza speranza di funzionamento, fino alle versioni migliori ed impeccabili anche sul bagnato. Nel caso dei freni, i soldi sono sempre spesi bene.

Freni a tamburo: hanno fiammeggiato negli anni ottanta, la loro potenza appariva come la panacea a ogni male. Come quelli delle auto, una pioggia intensa può porre fine all'idillio. Inoltre è ancora incompleto il conto di proprietari di bici che, pensando di far bene, hanno tentato di risolvere il problema dei freni spruzzando CRC. Sono andati a fare un giro e non sono mai tornati.

Freni a disco: sia idraulici che meccanici, sono come quelli del vostro scooter, ma molto più piccoli. Essendo relativamente recenti, sono accusati di complessità e problemi spesso riflesso di chi non sa metterci le mani. Come tutti i veicoli, sono gli unici a garantire una frenata efficace in ogni situazione. Non date una bici con freni a disco a uno che aveva una bici con freni generici, senza avvertirlo. I difetti? Di fatto sono più pesanti e ancora al di fuori della portata economica di una buona parte dei ciclisti.

Un paio di buone regole sono di cambiare pattini e i cavi con le guaine di tanto in tanto, che per una buona fetta di persone distratte equivale a 10 anni circa. Queste piccole operazioni, quasi sicuramente risolveranno i problemi di frenata di una bici. Inoltre, quando lubrificate la catena con lo spray, state attenti a non spargere l'olio sui cerchi. Altrimenti anche voi potreste entrare nell'insieme di ciclisti andati a fare un giro di prova, e mai rivisti.

Massimo Amodeo

 




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