Rivista in pdf

Konradnews.it

 



Konrad
Mensile di informazione
di Naturalcubo s.n.c.

Aut. Trib. di Udine
n. 485 del 5/9/80
Aut. fil. di Trieste.

Direttore editoriale
Roberto Valerio
Direttore responsabile
Dario Predonzan
Redazione Ass. Konrad
34123 Trieste
via Corti 2/a
FAX 178 2090961

info@konradnews.it
Webmaster
PaoloBattistella.it

PUBBLICITÀ
Alex Cibin
340 4000934
advertising@konradnews.it

Sulla pelle dei cittadini
dal Konrad n. 154 - Marzo 2010 - pag. 7
di Robin Hood 04.03.2010

Il 20 aprile 2009 il governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, il sindaco del capoluogo giuliano, Roberto Dipiazza, il presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, e gli amministratori delegati di Lucchini Spa, Hervè Marie Kerbrat, e di Lucchini Energia Srl, Francesco Rosato, hanno siglato il Protocollo d'Intesa che definisce le linee principali del progetto di realizzazione di una nuova centrale termoelettrica a ciclo combinato, capace di una potenza nominale pari a 400 MWe, quale primo passo verso la riconversione produttiva della Ferriera triestina di Servola e di tutta l'area ex Esso (zona est del porto industriale giuliano).

Successivamente alla firma, il protocollo è stato illustrato alle rappresentanze sindacali alle quali Tondo ha assicurato "grande attenzione per i livelli occupazionali, soprattutto in questo momento di difficoltà per l'economia globale, anche se - ha sottolineato - si intravedono chiaramente alcuni segnali positivi".

Secondo le stime dell'azienda, la realizzazione della centrale comporterà un investimento di 300 milioni di euro, prevedendo il coinvolgimento di 300 lavoratori nei 25 mesi previsti per la fase di realizzazione. A regime, invece, la forza lavoro diretta e di indotto dovrebbe essere compresa tra le 110 e le 150 unità. Citando il previsto insediamento di un terminale di rigassificazione del gas naturale liquefatto e del relativo nuovo punto di entrata del sistema nazionale di trasporto del metano, la Lucchini ha però precisato che l'attivazione della centrale termoelettrica alimentata a gas metano è comunque legata alla disponibilità della materia prima e, di conseguenza, in ogni caso non potrà essere operativa prima del 2013.

Attraverso il protocollo di intesa, tutti gli attori si assumono l'onere dei rispettivi compiti, dal rilascio delle autorizzazioni alla promozione del progetto, dalla valorizzazione dell'impatto ambientale alla sostenibilità socio-economica.

La Lucchini Energia, inoltre, si rende disponibile a collaborare nella fase di progettazione ed in quella successiva di gestione con AcegasAps, società del settore energetico controllata dal Comune di Trieste, impegnandosi anche ad insediare la propria sede legale a Trieste, garantendo in questo modo una forte ricaduta fiscale sul territorio.

L'intesa, infine, prevede anche l'istituzione presso la Provincia di Trieste di un Osservatorio Ambientale a cui, su richiesta dello stesso ente ospitante, sarà delegato pure il compito di monitorare la situazione occupazionale, favorendo l'indispensabile formazione per completare la ricollocazione delle risorse umane.

Il 22 gennaio 2010 il presidente della Regione, Renzo Tondo, ha espresso, nell'incontro con il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e l'assessore regionale all'Ambiente Elio De Anna, presenti funzionari della direzione regionale competente e dell'Arpa, l'indicazione di accelerare il protocollo d'intesa per la riconversione della Ferriera, anche tenendo conto dell’iter autorizzativo per la centrale termoelettrica da 400 MW che la Lucchini Energia si è impegnata a realizzare e che dovrà consentire la riconversione di parte del personale risultante dalla chiusura dello stabilimento di Servola. L'incontro è servito verificare le iniziative regionali in attuazione del protocollo d'intesa dell'aprile 2009, che prevede la riconversione dello stabilimento siderurgico per migliorare la vivibilità nell'abitato di Servola. In questo senso Tondo ha chiesto all'Arpa di proseguire nel monitoraggio dell'aria, orientando però i controlli su eventuali picchi di emissioni onde conoscere tali valori e non solo quelli, più ”diluiti”, rapportati all'intero anno. Tondo ha inoltre chiesto che vengano convocate le conferenze dei servizi per stabilire le modalità di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale, il cui procedimento è già stato avviato dalla Regione su richiesta del Comune di Trieste. Il sindaco Dipiazza si è detto soddisfatto di quanto concordato con la Regione, in vista della risoluzione del problema da un punto di vista ambientale ma anche occupazionale, posto che lo stabilimento di Servola dà lavoro a 500 addetti, oltre all'indotto.

Il 28 gennaio 2010 il Segretario del PD di Trieste Roberto Cosolini (ma allora esiste!) ha pubblicato sul suo sito web, completamente ignorato dalla stampa locale, un comunicato stampa nel quale sottolinea che il giorno precedente è stata data notizia del calo tra 2008 e 2009 di 150 imprese attive a Trieste, che rappresenta il saldo negativo il più critico in una Regione, il Friuli Venezia Giulia, che ha a sua volta il risultato peggiore fra le regioni italiane, interrogandosi a questo punto sull’efficacia delle tanto sbandierate misure anticrisi della Giunta Tondo, in particolare sul versante delle politiche industriali, anche perché le tanto strombazzate nuove opportunità di lavoro sono in realtà legate a progetti ancora troppo lontani se non incerti. Egli ritiene che non si tratta di essere pessimisti a tutti i costi, come qualcuno subito obietterebbe, ma serve invece che si prenda responsabilmente atto che la buona qualità della vita mediamente riconosciuta a Trieste non può nascondere l’esistenza di larghe fasce di povertà, e che essa non rimarrà inalterata in futuro se non si lavora seriamente per favorire da un lato il rilancio dell’economia e nel frattempo dall’altro per investire sull’adeguatezza e il miglioramento di un sistema di welfare così necessario nei momenti che vedremo.

Il 9 febbraio 2010 viene diffusa la notizia di un recente sopralluogo della Commissione tecnica per la valutazione di impatto ambientale sul sito dell’area ex Esso dove la Lucchini ha in progetto la realizzazione della centrale termoelettrica da 400 MW alimentata a metano, nel corso del quale i tecnici del Ministero dell’Ambiente sono stati accompagnati da funzionari regionali. Il direttore delle relazioni pubbliche della Lucchini, Francesco Semino, ha diffuso nell’occasione la versione aziendale del piano che vede la centrale termoelettrica costituire,assieme al progettato rigassificatore di GAS NATURAL e all’oleodotto della SIOT un Polo energetico di rilievo internazionale. Nel caso della centrale però meno incognite sembrano aprirsi, rispetto al rigassificatore, tra l’emanazione appunto della Via e la chiusura della Conferenza dei servizi con il rilascio comunque indispensabile del provvedimento di Autorizzazione finale. Parallelamente la Lucchini definirà accordi con i gestori delle reti di trasmissione dell’energia elettrica e dei gasdotti e procederà pioritariamente, dopo l’assegnazione del contratto ”chiavi in mano” per la costruzione, alla fase di preparazione dell’area con la messa in sicurezza e la bonifica.

Dopo pochi giorni (11 febbraio 2010) sul quotidiano locale “Il Piccolo” viene data notizia, con grande evidenza, dell’inchiesta coordinata dal pm Alessandro Leopizzi di Grosseto, che ha portato all’emissione di quattordici ordinanze di custodia cautelare e ha toccato mezza Italia, portando agli arresti domiciliari del direttore della Ferriera, Francesco Rosato, di Vincenzo D’Auria, responsabile del settore ecologia e ambiente dello stabilimento di Servola e di Walter Palcini, responsabile locale della società Refitalia Srl che opera all’interno della Ferriera. Secondo la magistratura inquirente una montagna di rifiuti pericolosi, ovvero più di 10mila tonnellate di veleni sarebbero usciti dalla Ferriera di Servola tra il 2007 e il 2008 per finire nelle discariche non autorizzate e non idonee di Trento, Montecchio Precalcino (Vicenza) e Piombino (Livorno), dopo essere stati classificati come normali scarti di produzione, mentre altre 370mila tonnellate di rifiuti vietati (ci vogliono 15.000 TIR per trasportarle) sono state trovate dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico all’interno della Ferriera.

Il 17 febbraio 2010, ignorando completamente quanto emerso dall’indagine penale di Grosseto, il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, al termine dall'incontro svoltosi a Roma con i vertici dell'azienda Severstal-Lucchini, sul futuro del gruppo siderurgico russo, che ha annunciato la vendita della propria partecipazione nella holding in Italia, si è espresso per un forte impegno ad approfondire con la proprietà le possibili soluzioni di successione che abbiano la necessaria valenza industriale, una adeguata forza finanziaria e che consentano, al tempo stesso, la salvaguardia dell'occupazione. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti della Regione Toscana, ma non quelli della Regione Friuli Venezia Giulia, che si tiene volentieri i rifiuti prodotti dal gruppo, rinunciando invece all’occupazione che, forse, resterà a Piombino. "Trovare una soluzione per evitare il declino del secondo polo siderurgico del Paese è di estrema importanza", dichiara in una nota il ministro Scajola. "Insieme ai tecnici dello Sviluppo economico seguirò personalmente l'evoluzione della vicenda perché non possiamo assolutamente permetterci di perdere una realtà fondamentale come il gruppo Lucchini. Non possiamo consentire un'altra Alcoa", sottolinea il ministro.

Mettendo insieme queste notizie, tratte tutte da siti istituzionali e da organi di stampa locali e nazionali, il quadro della fregatura progettata da un manipolo di politici ed imprenditori a danno dell’ambiente e della salute e sicurezza dei cittadini di Trieste, Muggia, Monfalcone e del litorale sloveno si fa sempre più chiaro.

Visto che Trieste è la prima città d’Italia per qualità della vita, secondo i risultati dell’inchiesta annuale del Sole 24 Ore, perché non fare comunella per riempirla di industrie energetiche pericolose, inquinanti e penalizzanti rispetto alle sue qualità come miglior porto del Mediterraneo per ampiezza e profondità dei suoi fondali, città d’arte e polo di attrazione turistica come sostenuto da Vittorio Sgarbi, possibile futira piattaforma logistica integrata come proposto da Alessandro Profumo, leader del gruppo Unicredit.

Non è che nel risiko della Ferriera e del rigassificatore può spuntare un bell’incarico di vertice per i politici triestini a fine carriera, sull’esempio di Gerhard Schroeder, ex cancelliere tedesco diventato presidente della società per il gasdotto del Baltico?

 

Robin Hood

 

 




<< torna all'homepage

COMMENTA L'ARTICOLO

STAMPA L'ARTICOLO